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Dati e fonti · Fidelizzazione clienti

Statistiche sulla fidelizzazione dei clienti: i dati verificati alla fonte

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Le statistiche sulla fidelizzazione dei clienti più solide per l’Italia vengono dall’Osservatorio Fedeltà dell’Università di Parma: nel 2025 il 90% di 1.200 intervistati usava attivamente almeno una carta fedeltà e il 71% delle aziende B2C intervistate aveva un programma. Gli studi sulle carte a timbri aggiungono che i clienti tornano più spesso man mano che il premio si avvicina.

Statistiche sulla fidelizzazione clienti: i dati principali

Questa tabella raccoglie le statistiche sulla fidelizzazione clienti che abbiamo letto nella fonte originale, ciascuna con chi l’ha misurata, su chi e in che anno. Le sezioni successive spiegano come leggere ogni dato; i link alle fonti sono in fondo alla pagina.

Statistiche sulla fidelizzazione clienti verificate alla fonte (consultate l’8 ottobre 2026)
DatoValoreChi l’ha misurato e su chiAnno
Italiani che usano attivamente almeno una carta o un programma fedeltà90%Osservatorio Fedeltà UniPR, sondaggio online su 1.200 consumatori italiani2025
Partecipazione attiva ai programmi del settore alimentare63%Stesso sondaggio, dato per settore2025
Partecipazione attiva ai programmi di palestre e servizi benessere6%Stesso sondaggio, dato per settore2025
Aziende B2C intervistate che hanno un programma fedeltà o un club clienti71%Osservatorio Fedeltà UniPR, Ricerca Aziende: 153 marche rispondenti, 80% B2C2025
Aziende intervistate che calcolano un vero ROI del programma fedeltà68%Stessa ricerca2025
Investimento in fidelizzazione sul fatturatoMediana 1%, media 2,6%Stessa ricerca2025
Famiglie che hanno cambiato supermercato principale in un anno31%Osservatorio Fedeltà UniPR su panel Nielsen, responsabili della spesa alimentare2023–2024
Famiglie non iscritte che indicano «ci vuole troppo tempo prima di ottenere un vantaggio»11%Stesso panel, famiglie non iscritte al programma del proprio supermercato2024
Giorni per completare dieci acquisti: carta da 10 timbri contro carta da 12 con 2 timbri regalati15,6 contro 12,7Kivetz, Urminsky e Zheng: esperimento con 108 clienti di un bar universitario negli Stati Uniti2006
Costo di acquisire un cliente rispetto a mantenerne unoDa 5 a 25 volteHarvard Business Review, sintesi di più studi2014

Quanti italiani usano le carte fedeltà?

Nove italiani su dieci usano almeno una carta fedeltà: nella Ricerca Consumer 2025 dell’Osservatorio Fedeltà dell’Università di Parma, il 90% di 1.200 intervistati ha dichiarato di partecipare attivamente ad almeno un programma, cioè di ricordarsi di usare la carta fisica o digitale quando acquista. Il 65% partecipa attivamente a un massimo di quattro programmi, il 25% a cinque o più, il 10% a nessuno.

Il sondaggio è stato condotto online a settembre 2025 sul panel Ipsos, con 300 persone per ciascuna di quattro generazioni, dalla Gen Z ai Baby Boomers: le quote sono uguali per età, non proporzionali alla popolazione. Il dato è dichiarato dagli intervistati e non misura acquisti registrati.

La partecipazione attiva cambia molto da un settore all’altro: è alta nella spesa alimentare e bassa nei servizi alla persona. Per una palestra o un centro benessere il 6% può voler dire che pochi offrono un programma oppure che pochi clienti lo usano, e il dato non distingue le due cose; in entrambi i casi la carta va proposta di persona, non data per scontata.

Chi è iscritto la usa: tra il 75% della Gen Z e l’84% della Gen X si dice d’accordo con «uso sempre la carta fedeltà quando faccio acquisti», e tra il 71% e il 76% cerca di usare i punti appena può. Il regalo al raggiungimento di una soglia, cioè il meccanismo di una carta a timbri, è il vantaggio preferito dai Millennial e il secondo per Gen X e Baby Boomers, dopo gli sconti.

Partecipazione attiva ai programmi fedeltà per settore, Italia, settembre 2025 (selezione di 8 settori su 19)
SettoreIntervistati che partecipano attivamente
Alimentare63%
Abbigliamento e calzature30%
Profumerie e drugstore24%
Farmacia, parafarmacia, erboristeria24%
Librerie20%
Hotel e operatori turistici10%
Palestre e servizi benessere6%
Prodotti di ottica4%

Quante aziende italiane hanno un programma fedeltà?

Il 71% delle aziende B2C intervistate dall’Osservatorio Fedeltà nel 2025 ha un programma fedeltà o un club clienti, e il 22% di chi non ce l’ha pensa di introdurlo entro uno o due anni. La quota arriva al 90% nel commercio al dettaglio, scende al 58% nei servizi e al 47% nell’industria.

La serie storica va letta con cautela: dal 60% del 2021 si è passati al 77% del 2024 e al 71% del 2025, ma secondo i ricercatori le differenze tra un anno e l’altro non sono statisticamente significative. Hanno risposto 254 aziende, di cui 153 marche (80% B2C) e 101 fornitori di servizi per la fidelizzazione: per un bar o un salone è un’indicazione di tendenza, non un termine di paragone.

Il 61% di questi programmi raccoglie punti, il 44% usa una carta digitale e il 32% una carta fisica (erano ammesse più risposte); nel commercio al dettaglio la carta digitale, al 57%, supera quella fisica, al 50%. Il 68% delle aziende calcola un vero ROI del programma e la spesa per la fidelizzazione vale in mediana l’1% del fatturato, in media il 2,6%.

Aziende B2C con un programma fedeltà o un club clienti, Osservatorio Fedeltà UniPR (differenze tra anni non significative secondo i ricercatori)
AnnoAziende con programma
202160%
202269%
202370%
202477%
202571%

Quanto sono fedeli i clienti del supermercato?

Anche con molte carte in tasca, la fedeltà al supermercato è instabile: tra il 2023 e il 2024 il 31% delle famiglie intervistate ha cambiato insegna principale e, dal 2022 al 2024, lo ha fatto il 45%. Il dato viene dall’indagine dell’Osservatorio Fedeltà sul panel Nielsen di luglio 2024 e riguarda le famiglie che hanno risposto in tutti e tre gli anni.

L’83% delle famiglie è iscritto ad almeno un programma di supermercato e il 52% a tre o più; il 58% degli iscritti pensa che il programma della propria insegna sia molto simile a quello delle altre. Il 76% crede che il personale conosca bene il programma, ma solo il 56% ritiene che lo promuova.

Per un piccolo locale la lezione è doppia: una carta uguale a tante altre non basta a trattenere un cliente, e il personale che la propone conta quanto la carta stessa. Sono però dati sulla spesa alimentare, non su bar o saloni: usali come segnale, non come previsione.

Perché i clienti non si iscrivono a una carta fedeltà?

I motivi più citati per non iscriversi riguardano il valore del premio e la fatica per ottenerlo: lo dice l’indagine 2024 dell’Osservatorio Fedeltà sulle famiglie non iscritte al programma del proprio supermercato principale, una base che rappresenta 1,5 milioni di famiglie.

Gran parte di questi motivi dipende da come è progettata la carta: un premio che interessa, una soglia raggiungibile, una regola che si spiega in una frase e un’iscrizione breve. La guida su come creare una carta fedeltà mostra come impostarli e il calcolatore del premio fa il conto del costo per visita.

Il motivo principale per non iscriversi al programma del proprio supermercato, Italia 2024 (le percentuali sommate superano il 100%)
Motivo indicatoFamiglie non iscritte
Sono spesso richiesti contributi aggiuntivi in denaro per ottenere i premi23%
I vantaggi sono poco interessanti22%
I vantaggi hanno poco valore15%
I contributi in denaro richiesti per i premi sono troppo elevati15%
Un altro componente della famiglia è già iscritto13%
Arrivano troppe comunicazioni12%
Ci vuole troppo tempo prima di ottenere un vantaggio11%
È troppo difficile ottenere i vantaggi riservati ai membri9%
Non è chiaro come funziona7%
Preoccupa la sicurezza dei dati personali7%
L’iscrizione è complicata o troppo lunga7%

Le carte a timbri funzionano? Cosa dice la ricerca

La ricerca più citata sulle carte a timbri mostra che i clienti accelerano quando il premio si avvicina. In uno studio pubblicato nel 2006 sul Journal of Marketing Research, Kivetz, Urminsky e Zheng hanno seguito il programma «compra dieci caffè, uno è in omaggio» di un bar della Columbia University: dal primo all’ultimo timbro, il tempo tra un acquisto e l’altro si accorciava in media del 20%, circa 0,7 giorni.

Nello stesso studio, 108 clienti hanno ricevuto a caso una carta da 10 timbri oppure una da 12 con 2 timbri già regalati. In entrambi i casi servivano dieci acquisti, ma con la carta da 12 i clienti li hanno completati in 12,7 giorni in media, contro 15,6: quasi tre giorni prima. Gli autori osservano anche che chi accelera di più verso il primo premio ha più probabilità di restare nel programma.

Sono risultati di un solo bar universitario negli Stati Uniti: dicono che la vicinanza del premio motiva, non quante visite in più avrà il tuo locale. Se regali timbri di benvenuto, scrivilo chiaramente sulla carta.

Quanto costa acquisire un cliente rispetto a mantenerlo?

Acquisire un nuovo cliente costa da cinque a 25 volte più che mantenerne uno, secondo la sintesi di più studi pubblicata da Harvard Business Review nel 2014, che però avverte: il valore dipende dallo studio e dal settore. È un ordine di grandezza, non una misura valida per ogni attività.

Il secondo numero famoso, «+5% di clienti trattenuti, profitti da +25% a +95%», va letto alla fonte. Nel brief di Bain & Company del 2001, Fred Reichheld scrive che nei servizi finanziari un aumento del 5% della fidelizzazione produce un aumento dei profitti superiore al 25%; la forbice dal 25% al 95% è quella riportata dalla sintesi di Harvard Business Review. Sono ricerche nate in settori lontani da un bar o da un salone.

Come riconoscere una statistica affidabile sulla fidelizzazione

Una statistica sulla fidelizzazione è affidabile quando puoi risalire a chi l’ha misurata, su quante persone, in che anno, in che paese e in che settore. Molte pagine di raccolta ripetono numeri senza rimandare allo studio originale: prima di usarli in un piano o in una presentazione, cerca la fonte.

  • Chi l’ha misurata: un’università, un istituto di ricerca o un’azienda che vende un servizio? Anche i dati di un fornitore possono essere corretti, ma vanno letti sapendolo. Questa pagina è scritta da chi vende una carta fedeltà digitale: per questo ogni numero ha la sua fonte.
  • Su chi: quante persone o aziende, di quale paese, con quale metodo, per esempio sondaggio online, panel di famiglie o dati di cassa.
  • Che cosa misura: un comportamento osservato o un’opinione dichiarata? «Uso sempre la carta» è una dichiarazione, non un acquisto registrato.
  • Quando: un dato del 2001 o del 2006 può essere ancora utile, ma va presentato con il suo anno.
  • Dove vale: un dato sui supermercati o sui servizi finanziari non si trasferisce automaticamente a un bar o a un salone.

Come misurare la fidelizzazione dei clienti nella tua attività

Le statistiche nazionali danno il contesto; per decidere servono i numeri del tuo locale, misurati sempre nello stesso modo per alcune settimane. Bastano quattro indicatori, che puoi calcolare con carte cartacee e un quaderno oppure leggere da un sistema digitale.

Con Iterum (by FIDUS) le visite confermate dallo staff e i premi riscattati restano registrati nel pannello, quindi questi conti partono da dati già raccolti; il cliente apre la carta dal QR, senza scaricare un’app. Iterum non legge scontrini né cassa: la spesa media resta un dato del tuo gestionale. Puoi provarlo con la prova di 7 giorni e trovare esempi di regole nelle guide per bar, parrucchieri e palestre.

Confronta periodi simili e tieni conto di stagionalità, promozioni e cambi di orario: più timbri, da soli, non dimostrano che la carta abbia portato visite in più.

Quattro indicatori di fidelizzazione da misurare nel tuo locale (gli esempi sono calcoli illustrativi, non risultati)
IndicatoreCome si calcolaEsempio
Clienti che tornanoClienti con almeno due visite nel periodo ÷ clienti con almeno una visita36 su 90 = 40%
Carte che arrivano al premioCarte completate ÷ carte attivate nello stesso periodo12 su 80 = 15%
Tempo per arrivare al premioMedia dei giorni tra il primo e l’ultimo timbro delle carte completateSomma dei giorni ÷ carte completate
Premi riscattatiPremi consegnati ÷ carte completate10 su 12 = 83%

Fonti e metodo

Fonti consultate l’8 ottobre 2026: Osservatorio Fedeltà UniPR, «La Ricerca Consumer 2025», atti del XXV Convegno, ottobre 2025; Osservatorio Fedeltà UniPR, «La Ricerca Aziende 2025», stessi atti; Osservatorio Fedeltà UniPR, white paper «Generazioni a confronto», gennaio 2026; Osservatorio Fedeltà UniPR su Nielsen Consumer Panel, ricerca 2024; Kivetz, Urminsky e Zheng, «The Goal-Gradient Hypothesis Resurrected», Journal of Marketing Research, febbraio 2006; Amy Gallo, «The Value of Keeping the Right Customers», Harvard Business Review, 29 ottobre 2014; Fred Reichheld, «Prescription for cutting costs», Bain & Company, 25 ottobre 2001.

Usiamo solo dati letti nella fonte originale, con campione e anno, e riportiamo le percentuali come sono pubblicate. Dove il white paper e le slide della stessa ricerca arrotondano in modo diverso, citiamo le slide. Aggiorniamo la pagina ogni tre mesi e quando esce una nuova ricerca; le informazioni su Iterum descrivono il prodotto all’8 ottobre 2026 e non promettono risultati.

Domande frequenti

Quanti italiani hanno una carta fedeltà?
Nella Ricerca Consumer 2025 dell’Osservatorio Fedeltà dell’Università di Parma, il 90% di 1.200 intervistati ha dichiarato di usare attivamente almeno una carta o un programma fedeltà. Nella spesa alimentare, l’83% delle famiglie risulta iscritto ad almeno un programma di supermercato (indagine su panel Nielsen, 2024).
Quante aziende hanno un programma fedeltà in Italia?
Secondo la Ricerca Aziende 2025 dell’Osservatorio Fedeltà, il 71% delle aziende B2C intervistate ha un programma fedeltà o un club clienti: il 90% nel commercio al dettaglio, il 58% nei servizi e il 47% nell’industria. Il campione è composto da 153 marche e insegne.
Quanto costa acquisire un nuovo cliente rispetto a fidelizzarlo?
Da cinque a 25 volte di più, secondo la sintesi di più studi pubblicata da Harvard Business Review nel 2014, che precisa che il valore cambia con lo studio e il settore. Per il tuo locale conta di più il costo reale del premio per visita, che puoi stimare con il calcolatore.
Le carte fedeltà a timbri aumentano davvero le visite?
La ricerca mostra che i clienti tornano più spesso quando il premio si avvicina: in un bar universitario statunitense il tempo tra due acquisti si è accorciato del 20% dal primo all’ultimo timbro (Kivetz e colleghi, 2006). Non esiste però un numero valido per ogni locale: misura i tuoi dati per alcune settimane prima di trarre conclusioni.
Perché le persone non si iscrivono ai programmi fedeltà?
Tra le famiglie non iscritte al programma del proprio supermercato, i motivi più citati nel 2024 sono i contributi in denaro richiesti per i premi (23%) e i vantaggi poco interessanti (22%); l’11% dice che ci vuole troppo tempo prima di ottenere un vantaggio e il 7% che l’iscrizione è complicata.
Ogni quanto vengono aggiornate queste statistiche?
Ogni tre mesi e ogni volta che l’Osservatorio Fedeltà o un’altra fonte primaria pubblica una nuova ricerca. La data di aggiornamento della pagina indica l’ultimo controllo, e ogni dato riporta anno e campione.
UNA CARTA PER IL TUO SETTORE

Le carte sono anteprime dimostrative create con il catalogo Iterum. Nomi, premi e timbri sono esempi.