
Farmacie e parafarmacie · che cosa premiare e che cosa no
Carta fedeltà per farmacia: che cosa può dare punti e che cosa no
La gestione delle carte fedeltà in farmacia parte da una regola: timbri e punti nascono solo dagli acquisti di prodotti che non sono farmaci, perché il decreto-legge 223/2006 vieta le operazioni a premio sui farmaci, anche in parafarmacia. Con Iterum chi è al banco conferma il timbro o digita i punti della sola parte ammessa dello scontrino, e la carta non registra quali prodotti compra il cliente.
Come funziona una fidelity card in farmacia
Una fidelity card in farmacia funziona come quella di un negozio, con una regola in più: timbri e punti possono nascere solo dagli acquisti di prodotti che non sono farmaci. Il cliente abituale li raccoglie sugli acquisti ammessi e, raggiunta la soglia, riceve un premio scelto dalla farmacia, che a sua volta non può essere un farmaco.
Con una carta digitale il cliente si iscrive inquadrando il QR esposto vicino alla cassa: la carta si apre nel browser del telefono, senza app né password, con il pulsante per aggiungerla ad Apple Wallet o Google Wallet sui telefoni compatibili. Quando paga, mostra la carta e chi è al banco la inquadra dall’app «Al banco»: con una carta a timbri conferma l’acquisto, con una carta a punti digita i punti della sola parte ammessa dello scontrino. Iterum non legge la cassa né lo scontrino, quindi la regola la applica la persona al banco, come in un negozio che premia gli acquisti e non gli ingressi.
Scrivi la regola, con i farmaci esclusi
Per esempio «un timbro per ogni acquisto di almeno 15 euro di cosmesi e igiene, farmaci esclusi» oppure «1 punto per ogni euro di parafarmacia, farmaci esclusi». Sono esempi da adattare, non regole consigliate.
Esponi il QR dove si paga
Vicino alla cassa e accanto agli scaffali di cosmesi e igiene, dove nascono gli acquisti che danno punti: chi è in coda si iscrive dal telefono mentre aspetta.
Registra dopo il pagamento
Chi è al banco inquadra la carta quando lo scontrino è chiuso e conta solo i prodotti ammessi: un acquisto annullato all’ultimo momento non lascia timbri o punti.
Consegna e registra il premio
Raggiunta la soglia, controlla le condizioni, consegna il premio e registra il riscatto: il pannello tiene il conto di iscritti, visite e premi.
Perché i farmaci non possono dare punti né essere il premio
I farmaci non possono dare punti perché la legge vieta le operazioni a premio che li riguardano. L’articolo 5 del decreto-legge 223/2006, convertito dalla legge 248/2006 e nato per la vendita dei farmaci senza ricetta anche fuori dalle farmacie, al comma 2 dice: «Sono, comunque, vietati i concorsi, le operazioni a premio e le vendite sotto costo aventi ad oggetto farmaci». Il testo parla di farmaci senza distinguere tra quelli con ricetta e quelli da banco, e il regolamento 2025–2026 del programma Club Salute, una rete di farmacie, assegna punti solo ai prodotti «per i quali la legge consente questo tipo di attività promozionale» ed esclude «tutti i farmaci – compresi OTC, SOP e omeopatici – e tutti i prodotti quando rimborsati dal SSN».
Nemmeno il premio può essere un farmaco. Il decreto legislativo 219/2006, il codice dei medicinali, all’articolo 115, comma 3, vieta «la distribuzione al pubblico di medicinali a scopo promozionale»: una confezione di un farmaco da banco regalata al decimo timbro rientrerebbe in questo caso. SOP e OTC sono i due gruppi di medicinali che si vendono senza ricetta: l’AIFA chiama OTC i medicinali di automedicazione e SOP gli altri medicinali non soggetti a prescrizione medica, e il 23 febbraio 2026 ha pubblicato nuove linee guida sulla loro classificazione.
Restano gli sconti, che seguono un’altra regola. Lo stesso articolo 5, al comma 3, lascia ogni farmacia libera di scontare i farmaci senza ricetta, «purché lo sconto sia esposto in modo leggibile e chiaro al consumatore e sia praticato a tutti gli acquirenti»: uno sconto sui farmaci riservato a chi ha la carta difficilmente rispetta l’ultima condizione. Se vuoi premiare i clienti abituali, fallo sugli altri prodotti, e per i casi dubbi chiedi al tuo consulente o all’Ordine dei farmacisti della tua provincia.
| Prodotto | Dà timbri o punti? | Da dove viene la regola |
|---|---|---|
| Farmaci con obbligo di ricetta | No | D.L. 223/2006, art. 5, comma 2: niente operazioni a premio sui farmaci |
| Farmaci senza ricetta: SOP e OTC | No | Stessa norma; esclusi anche nel regolamento Club Salute 2025–2026 |
| Medicinali omeopatici | No | Esclusi nel regolamento Club Salute 2025–2026, insieme agli altri farmaci |
| Prodotti rimborsati dal Servizio sanitario nazionale | No, nella prassi dei regolamenti | Regolamento Club Salute 2025–2026: esclusi «quando rimborsati dal SSN» |
| Cosmetici, prodotti per l’igiene e gli altri prodotti che non sono farmaci | Sì, salvo regole specifiche sul singolo prodotto | Il divieto riguarda i farmaci; verifica con il consulente le categorie che hanno regole proprie |
Carta fedeltà in parafarmacia: punti su cosmesi, igiene e integratori?
Una parafarmacia è un esercizio commerciale che vende farmaci da banco e gli altri prodotti non soggetti a prescrizione medica, in un reparto apposito, con uno o più farmacisti iscritti al relativo ordine che assistono il cliente. Lo prevede l’articolo 5, commi 1 e 2, del decreto-legge 223/2006 per gli esercizi di vicinato e per le medie e grandi strutture di vendita definiti dall’articolo 4 del decreto legislativo 114/1998; prima di iniziare serve una comunicazione al Ministero della salute e alla regione.
Per la carta fedeltà questo vuol dire che in parafarmacia valgono le stesse regole della farmacia: il divieto di operazioni a premio sui farmaci sta nello stesso comma 2 che disciplina la vendita, quindi i farmaci da banco venduti in parafarmacia non danno timbri né punti, come in farmacia. Timbri e punti si possono dare sul resto dell’assortimento, cioè cosmesi, igiene e gli altri prodotti che non sono farmaci, con la regola scritta sulla carta e applicata da chi è al banco.
Gli integratori sono il caso che crea più dubbi. Per il decreto legislativo 169/2004 (articolo 2) sono prodotti alimentari destinati a integrare la dieta, mentre il medicinale, secondo il decreto legislativo 219/2006 (articolo 1), è la sostanza presentata come avente proprietà curative o profilattiche delle malattie umane o usata per ripristinare, correggere o modificare funzioni fisiologiche con un’azione farmacologica, immunologica o metabolica. Il divieto parla di «farmaci»: se un prodotto sia un integratore o un medicinale dipende dalla sua classificazione, non dallo scaffale su cui sta. Per un prodotto dubbio, e per i dispositivi medici, chiedi al tuo consulente o all’Ordine dei farmacisti prima di dargli punti.
| Prodotto | Dà timbri o punti? | Perché |
|---|---|---|
| Farmaci da banco (SOP e OTC) | No | D.L. 223/2006, art. 5, comma 2: il divieto di operazioni a premio sui farmaci sta nello stesso comma che regola la vendita in parafarmacia |
| Cosmetici e prodotti per l’igiene | Sì, salvo regole specifiche sul singolo prodotto | Non sono farmaci: il divieto riguarda i farmaci |
| Integratori alimentari | Dipende dal singolo prodotto | Sono prodotti alimentari (D.Lgs. 169/2004, art. 2), ma se un prodotto è un medicinale vale il divieto: in caso di dubbio chiedi |
| Dispositivi medici | Da chiedere al consulente | Le fonti lette il 7 novembre 2026 non li trattano: non diamo una risposta |
Scontrino misto: come dare timbri o punti solo sulla parte ammessa
Su uno scontrino misto, con un farmaco e una crema, i punti si danno solo sulla crema: è la regola più semplice da spiegare al banco e da applicare a ogni cliente allo stesso modo. Con una carta a punti chi è al banco digita i punti dell’importo dei soli prodotti ammessi; con una carta a timbri conferma il timbro solo se la parte ammessa raggiunge la spesa minima scritta sulla carta.
In Iterum la regola si scrive nei campi «Cosa vale una visita» o «Quanto vale un punto», che leggono sia lo staff sia i clienti: è una frase, non un controllo automatico. Un limite di «punti massimi per operazione» evita gli errori di battitura più grossi e un’aggiunta sbagliata si annulla dal banco entro 10 minuti. La scelta tra le due meccaniche è spiegata nella guida carta fedeltà a punti o a timbri.
| Scontrino di esempio | Parte ammessa | Timbro | Punti |
|---|---|---|---|
| Solo un farmaco con ricetta | 0 euro | No | 0 |
| Un farmaco da banco da 8 euro e una crema viso da 18 euro | 18 euro | Sì | 18 |
| Uno shampoo da 9 euro e un dentifricio da 4 euro | 13 euro | No, sotto i 15 euro | 13 |
| Una protezione solare da 22 euro | 22 euro | Sì | 22 |
| Un prodotto rimborsato dal SSN e un bagnoschiuma da 16 euro | 16 euro | Sì | 16 |
Quali premi dare con la carta fedeltà della farmacia
Il premio di una carta fedeltà di farmacia deve essere anch’esso un prodotto o un vantaggio che non riguarda i farmaci: un prodotto di cosmesi o di igiene, un buono da spendere sugli stessi prodotti, una confezione omaggio. Il regolamento Club Salute 2025–2026, per esempio, trasforma i punti in uno sconto valido solo sui prodotti che danno punti e lo inquadra tra le esclusioni dell’articolo 6, comma 1, lettera c-bis, del DPR 430/2001: i buoni da usare su una spesa successiva nello stesso punto vendita, o in un altro della stessa insegna, non sono considerati operazioni a premio.
Per scegliere premio e soglia vale lo stesso conto di ogni attività: dividi il costo del premio per la spesa necessaria a ottenerlo e ottieni la quota che restituisci. Il calcolatore del costo premio rifà il conto con i tuoi numeri, la guida alle idee premi per la carta fedeltà propone alternative e quella sul regolamento della carta fedeltà spiega quando un programma diventa un’operazione a premio.
Programma premi e fidelity card indicano la stessa cosa da due lati: il programma premi è la regola, cioè che cosa dà punti, quanti ne servono e quale premio si riceve; la fidelity card è lo strumento che il cliente porta con sé, qui il telefono. In farmacia la regola contiene sempre la frase con i farmaci esclusi.
| Premio | Va bene? | Perché |
|---|---|---|
| Un prodotto di cosmesi o di igiene scelto dalla farmacia | Sì | Non è un farmaco |
| Un buono su una spesa successiva di prodotti ammessi | Sì | DPR 430/2001, art. 6, comma 1, lettera c-bis, come nel regolamento Club Salute |
| Una confezione di un farmaco da banco | No | D.Lgs. 219/2006, art. 115, comma 3: niente medicinali distribuiti a scopo promozionale |
| Uno sconto sui farmaci solo per chi ha la carta | Da evitare | D.L. 223/2006, art. 5, comma 3: lo sconto sui farmaci senza ricetta va praticato a tutti gli acquirenti |
| Un buono spendibile anche sui farmaci | Da evitare | Il regolamento Club Salute lo esclude: lo sconto non vale per l’acquisto di farmaci |
Gestione delle carte fedeltà in farmacia: chi fa che cosa al banco
La gestione delle carte fedeltà in farmacia si divide in pochi compiti: il titolare scrive la regola con i farmaci esclusi e sceglie il premio, chi è al banco registra timbri o punti sulla sola parte ammessa dello scontrino, e ogni tanto qualcuno guarda nel pannello iscritti, visite e premi consegnati. La tabella dice chi fa che cosa con Iterum.
Chi lavora su più turni ha un vantaggio: ogni collega usa «Al banco» con il proprio account e ogni operazione resta legata a chi l’ha registrata, quindi a fine turno si sa chi ha dato quanti timbri o punti. Le persone del team non hanno un limite. Se un punteggio è stato digitato male, chi l’ha registrato o un responsabile può annullarlo dal banco entro 10 minuti.
Per portare i clienti da una vecchia tessera di plastica o di carta alla carta digitale, il passaggio si fa al banco, cliente per cliente: il cliente si iscrive dal QR e, su una carta a timbri, chi è al banco può riportare i timbri già raccolti scegliendo il motivo «Vecchia tessera», fino a 50 in una volta e una sola volta per carta. Con una carta a punti si digitano i punti, nel limite di «Punti massimi per operazione». Riporta solo ciò che la tua regola ammette: se la vecchia tessera contava anche acquisti non ammessi, non riportarli.
Che cosa fa il cliente con i punti della farmacia? Li usa per il premio che la farmacia ha scelto nel suo catalogo: un prodotto di cosmesi o di igiene, o un buono da spendere sugli acquisti che danno punti. Con Iterum il cliente vede sulla carta quanto manca alla soglia e ritira il premio al banco, dove chi lavora controlla le condizioni e registra il riscatto.
| Compito | Chi | Come si fa in Iterum |
|---|---|---|
| Scrivere la regola con i farmaci esclusi | Titolare | Nei campi «Cosa vale una visita» o «Quanto vale un punto»: una frase che leggono sia lo staff sia i clienti |
| Registrare timbri o punti | Chi è al banco, a scontrino chiuso | Con «Al banco» inquadra il QR della carta o ne scrive il codice; timbro sull’acquisto ammesso, punti digitati sulla sola parte ammessa; nessun elenco di prodotti salvato |
| Lavorare su più turni | Ogni collega | Un account a testa: ogni operazione registra quale account l’ha fatta |
| Correggere un errore | Chi ha registrato o un responsabile | Un’aggiunta di punti sbagliata si annulla dal banco entro 10 minuti |
| Consegnare il premio | Chi è al banco | Controlla le condizioni, consegna il premio e registra il riscatto |
| Gestire più sedi | Titolare | Ogni farmacia o parafarmacia può essere una sede dello stesso account, con un costo separato indicato nella pagina prezzi |
| Guardare i numeri | Titolare | Il pannello tiene il conto di iscritti, visite e premi |
Fidelity card in farmacia e privacy: perché non registrare che cosa compra il cliente
In farmacia lo scontrino può dire molto della salute di una persona, per questo la carta fedeltà dovrebbe registrare il meno possibile. Il Garante per la protezione dei dati personali, nel provvedimento generale sulle fidelity card del 24 febbraio 2005, scrive che l’acquisto di beni e servizi «può persino determinare, in talune circostanze particolari, la raccolta di dati di natura sensibile», precisa che i dati idonei a rivelare lo stato di salute non si possono usare per profilare i clienti e, per il dettaglio degli acquisti di clienti riconoscibili, fissa un massimo di 12 mesi per la profilazione e di 24 per il marketing.
Il caso è già arrivato al Garante: nella relazione annuale per il 2008 l’Autorità racconta di aver avviato approfondimenti, anche ispettivi, sul progetto di una cooperativa farmaceutica basato su una banca dati con dati sulla salute e sulla vita sessuale dei clienti, «con riferimento dettagliato ai prodotti acquistati». Il provvedimento del 2005 richiama il vecchio Codice privacy; oggi vale il GDPR, che tratta i dati sulla salute tra le «categorie particolari» dell’articolo 9: secondo la scheda del Garante il loro trattamento è vietato in prima battuta, salvo una delle condizioni dell’articolo 9, paragrafo 2, come il consenso esplicito.
Iterum non sa che cosa compra il cliente: per ogni operazione registra quanti timbri o quanti punti, quando, in quale sede e con quale account dello staff, non i prodotti. Nome, cognome, email, telefono e compleanno sono facoltativi e li aggiunge il cliente, se vuole, dal riquadro che si apre con «Completa la carta», che non chiede consensi. Premi extra e offerte sono una scelta a parte e facoltativa: la carta chiede «Vuoi premi extra e offerte da …?» e il cliente risponde «Sì, li voglio» o «No, grazie», senza nulla di preselezionato. Sopra i 5 timbri in una volta lo staff sceglie un motivo da un elenco; se sceglie «Altro» e scrive una nota, non deve metterci il nome di un prodotto. Per lo stesso motivo non dare alla carta o ai premi il nome di una patologia. Le regole generali sono nella guida carta fedeltà e privacy.
Messaggi ai clienti della farmacia: orari, turni e servizi, non farmaci
I messaggi della carta servono a ricordare orari, turni e servizi, non a promuovere farmaci, perché la pubblicità dei medicinali al pubblico ha regole proprie. Il codice dei medicinali vieta la pubblicità al pubblico dei farmaci che si vendono solo con ricetta (articolo 115, comma 2) e, all’articolo 118, stabilisce che nessuna pubblicità di medicinali presso il pubblico si può fare senza l’autorizzazione del Ministero della salute, salvo alcune eccezioni, come le immagini delle confezioni sui cartelli dei prezzi e degli sconti dei farmaci senza ricetta.
Con Iterum i messaggi che scrivi tu sono 2, 4 o 8 al mese per sede, secondo il piano, e arrivano sulla carta salvata nel Wallet solo ai clienti che hanno dato il consenso: bastano per un cambio d’orario, un turno festivo o l’arrivo di una nuova linea di solari. Nella sezione «Automazioni» il messaggio «Ci manchi» parte da solo per chi non passa da 14, 30, 60, 90 o 180 giorni, e quante automazioni tenere attive dipende dal piano: scrivilo come un saluto, senza riferimenti a cure o terapie, che lo trasformerebbero in un’informazione sulla salute del cliente. Altre idee per far tornare chi non passa più sono nella guida come recuperare i clienti persi.
Carta Iterum o modulo fedeltà del gestionale della farmacia?
Se il gestionale della tua farmacia ha già un modulo fedeltà collegato alla cassa, può essere la scelta più comoda: riconosce i prodotti dallo scontrino e, se il fornitore lo prevede, può escludere i farmaci in automatico. Iterum non lo sostituisce e non lo legge: non si collega a POS, registratore telematico, bilancia o software gestionale e non legge lo scontrino, quindi lavora accanto alla cassa e la regola sui farmaci la applica chi è al banco. In cambio la carta non conserva il dettaglio degli acquisti e il cliente la apre dal QR senza installare un’app. Con qualunque piattaforma fedeltà la domanda è la stessa: chi registra l’acquisto sulla carta? Le differenze sono nella guida carta fedeltà e cassa.
| Aspetto | Modulo fedeltà del gestionale | Carta Iterum |
|---|---|---|
| Esclusione dei farmaci | Automatica per codice prodotto, se il fornitore la prevede | Manuale: decide chi è al banco, secondo la regola scritta sulla carta |
| Punti dallo scontrino | Calcolati dalla cassa | Digitati dallo staff sulla parte ammessa |
| Dettaglio degli acquisti | Dipende dal fornitore: se lo registra, valuta le regole privacy | Non registrato: timbri e punti senza i prodotti |
| Carta del cliente | Dipende dal fornitore | Nel browser e in Apple Wallet o Google Wallet, senza app; carte NFC fisiche nel piano Premium |
| Avvio | Configurazione con il fornitore del gestionale | Carta preparata nel designer e prova di 7 giorni |
Come attivare la carta fedeltà della farmacia con Iterum
Con Iterum prepari la carta prima di pagare: nel designer della carta scegli la grafica, il tipo di carta, i timbri o i punti e il premio, e scrivi la regola con i farmaci esclusi. Il QR da esporre vicino alla cassa lo stampi dal pannello; dove metterlo e come stamparlo lo spiega la guida al QR code della carta fedeltà. Il tipo di carta si sceglie prima di invitare i clienti e non si cambia quando la carta ha iscritti.
Dal browser del telefono la carta si crea subito; se il link si apre dentro un’altra app, come Instagram, o da un computer, compare prima una breve pagina di iscrizione senza caselle da spuntare: creando la carta il cliente accetta i Termini della carta e conferma di aver letto l’informativa privacy. Lo staff apre «Al banco» dal telefono, dal tablet o dal computer della cassa, ognuno con il proprio account; serve una connessione, perché Iterum non registra timbri o punti offline. Se hai più farmacie o anche una parafarmacia, ognuna può essere una sede dello stesso account, con un costo separato indicato nella pagina prezzi.
Per attivare il servizio c’è una prova gratuita di 7 giorni: oggi paghi 0 €, serve una carta di pagamento e, se non disdici, il piano scelto continua dopo la prova. Il percorso completo, dall’iscrizione al premio, è in come funziona Iterum.
Fonti e metodo
Fonti consultate il 23 ottobre 2026, nel testo vigente su Normattiva: decreto-legge 4 luglio 2006, n. 223, articolo 5, convertito dalla legge 4 agosto 2006, n. 248; decreto legislativo 24 aprile 2006, n. 219, articolo 115 e articolo 118; DPR 26 ottobre 2001, n. 430, articolo 6. Inoltre: AIFA, Nuove linee guida sulla definizione e classificazione dei medicinali OTC e SOP, pubblicato il 23 febbraio 2026; Garante per la protezione dei dati personali, provvedimento generale sulle fidelity card del 24 febbraio 2005, relazione annuale 2008, capitolo sulla sanità e scheda «Doveri - Come trattare correttamente i dati»; regolamento 2025–2026 del Programma Fidelity Club Salute, in vigore dal 1° giugno 2025 al 31 maggio 2026 e citato solo come esempio di prassi.
Fonti lette il 7 novembre 2026, nel testo vigente su Normattiva: decreto-legge 4 luglio 2006, n. 223, articolo 5, commi 1 e 2, sulla vendita in parafarmacia; decreto legislativo 31 marzo 1998, n. 114, articolo 4, per gli esercizi di vicinato e le medie e grandi strutture di vendita; decreto legislativo 24 aprile 2006, n. 219, articolo 1, per la definizione di medicinale; decreto legislativo 21 maggio 2004, n. 169, articolo 2, per la definizione di integratore alimentare. Sui dispositivi medici non abbiamo letto una fonte che dica come siano trattati nelle carte fedeltà, e per questo la tabella rimanda al consulente.
Questa guida non è una consulenza legale: per il regolamento della tua carta, per i prodotti con regole proprie e per i servizi della farmacia senti il tuo consulente o l’Ordine dei farmacisti della provincia. Scontrini, importi, regole e premi nelle tabelle sono esempi, non dati raccolti presso farmacie reali. Le informazioni su Iterum descrivono il prodotto al 7 novembre 2026, come appare nelle sue pagine pubbliche e nel pannello, e non promettono più clienti o più vendite. Iterum è un software per carte fedeltà e non ha rapporti con Club Salute né con le autorità citate.
Domande frequenti
- I farmaci da banco possono dare punti sulla fidelity card?
- No. L’articolo 5 del decreto-legge 223/2006 vieta le operazioni a premio aventi ad oggetto farmaci, senza distinguere tra farmaci con ricetta e farmaci da banco, e i regolamenti delle catene di farmacie escludono dai punti anche SOP, OTC e omeopatici. I punti si danno sugli altri prodotti.
- Posso regalare un farmaco come premio della carta fedeltà?
- No: il codice dei medicinali, all’articolo 115, vieta la distribuzione al pubblico di medicinali a scopo promozionale. Il premio può essere un prodotto di cosmesi o di igiene, oppure un buono da spendere sugli acquisti che danno punti.
- Posso fare uno sconto sui farmaci solo a chi ha la carta?
- È da evitare. La legge lascia libero lo sconto sui farmaci senza ricetta purché sia esposto in modo chiaro e praticato a tutti gli acquirenti, e uno sconto riservato ai titolari della carta difficilmente rispetta questa condizione. Nei casi dubbi chiedi al tuo consulente o all’Ordine dei farmacisti della provincia.
- La carta fedeltà della farmacia deve registrare che cosa compra il cliente?
- No, e in farmacia conviene il contrario: gli acquisti possono rivelare lo stato di salute, che secondo il Garante non si può usare per profilare i clienti. Iterum registra timbri e punti con data, sede e operatore, non i prodotti.
- Una parafarmacia può fare la carta fedeltà a punti?
- Sì, ma non sui farmaci: l’articolo 5 del decreto-legge 223/2006, che regola anche la vendita in parafarmacia, vieta le operazioni a premio sui farmaci. Punti e timbri si danno su cosmesi, igiene e gli altri prodotti che non sono farmaci; per integratori e dispositivi medici chiedi al consulente o all’Ordine dei farmacisti.
- Come si gestisce la carta fedeltà della farmacia al banco?
- Chi è al banco inquadra la carta dall’app «Al banco» a scontrino chiuso e dà il timbro o digita i punti solo sulla parte ammessa. Iterum non legge la cassa e non esclude i farmaci in automatico; ogni operazione resta legata all’account di chi l’ha fatta, e più sedi sono sedi dello stesso account.